30 mar

Il passato è facile da spiegare

Il passato è facile da spiegare, ma il futuro è sempre imprevedibile e il presente difficile da affrontare!


Affermazione che ben si associa al mondo degli investimenti.

Le correzioni che avvengono sui mercati azionari sono spesso molto forti. 

Pensiamo ad esempio a ciò che accade nel 2002, nel 2008 o a dicembre 2018 se non poi per parlare del marzo 2020.


Dobbiamo altresì tener presente che nella maggioranza dei casi in cui si è verificato un ribasso di profondità anche molto importante gli indici dopo sono ritornati positivi e lo sono rimasti per un tempo più esteso del tempo di flessione. La conseguenza di tutto ciò è la paura di questi eventi che sono comunque imprevedibili e che portano a viziare una pianificazione finanziaria basata su approcci razionali che aiutano il comportamento dell'investitore nelle fasi d'incertezza non facili da comprendere da non professionisti.


La valutazione è che non tutti gli investitori, dal punto di vista psicologico, riescono a sostenere le perdite specialmente a doppia cifra anche se potenziali. Bisognerebbe adottare  strategie personalizzate, con approccio sistematico ai mercati, seguendo la propria pianificazione utile a realizzare ciò che l’investitore stesso desidera.


Mi rendo conto che, pur dicendo sempre le stesse cose oggi come tra 2 o 20 anni, le regole e la disciplina per investire correttamente non sono o saranno mai veramente digerite dal risparmiatore o dall'investitore comune, potrei affermare che l'esperienza non si insegna. E’ sfidante creare fiducia negli investitori persino dimostrando capacità, credibilità e autorevolezza e che con metodo e protocolli efficaci ed efficienti si può giungere con tempi e costi corretti agli obiettivi finanziari prefissi in pianificazione.


Sul mercato azionario una correzione sta indicare un movimento del 10% sotto i precedenti massimi mentre un calo del 20% indica l'avvio di un mercato ribassista. Analizzando la storia delle evoluzioni del indice Standard & Poor's 500 dal 1980 si evidenzia che molte correzioni durante l'anno sono state poi recuperate in chiusura con bilanci positivi; soltanto 2 anni hanno registrato perdite al di sopra del 20% si tratta del 2002 e 2008.


La statistica conferma l'eccezionalità di questi eventi anche se nessuno può escludere e ripetersi anche a breve.

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