8 giu

Educazione al risparmio

Questa presentazione è stata da me redatta il 17 settembre 2009 in occasione di un progetto di educazione al risparmio...

Ben 10 anni sono passati ed ancora siamo a parlare di educazione finanziaria, educazione al risparmio, di principi base e fondamentali che troppo poche persone hanno fatto propri.

Certo siamo passati da un periodo di profondi cambiamenti, tutte le certezze che avevamo sono crollate: il posto fisso non esiste, il lavoro è precario per tutti, gli Stati possono fallire come le Banche, i Titoli di Stato non rendono più, è arrivata una pandemia che ha creato ulteriore incertezza...ma in tutti questi anni NOI come ci siamo evoluti? come ci siamo organizzati ? quali cambiamenti abbiamo apportato ai nostri comportamenti?

Se vi può essere utile a riflettere...buona lettura ( i dati sono quelli “dell’epoca”).


Perché risparmiare? Come gestire il bilancio familiare?
Come si pianifica una spesa consistente?
E nel caso abbiamo dei risparmi, quali sono le principali cose da sapere per scegliere un investimento nel modo più corretto?

Questa iniziativa nasce per rispondere concretamente a queste domande, nella convinzione che il risparmio sia una risorsa preziosa e che la scelta di un investimento sia un momento importante e delicato cui dedicare tutto il tempo necessario. In quest’ottica essere informati non solo è un nostro diritto ma anche un nostro dovere.
 

Perché decidiamo di risparmiare?
Ci sentiamo più formiche o più cicale?

Tutti sanno che risparmiare significa non godere oggi di un bene importante come il denaro per un utilizzo rinviato nel futuro.

Perché decidiamo di risparmiare?

In primo luogo, perché il futuro è per definizione “incerto”. Nessuno di noi è in grado di prevedere cosa accadrà ed è buona norma avere i mezzi per affrontare gli imprevisti.

In secondo luogo perché, risparmiando, potremo accumulare il denaro sufficiente a soddisfare obiettivi importanti come ad esempio far studiare i nostri figli, comprare una casa, affrontare con maggiore serenità la vecchiaia; ma anche esigenze più semplici e meno gravose come fare un viaggio o acquistare un’auto.

 

Perché il risparmio è sempre più importante?

Risparmiare oggi è un’esigenza sempre più sentita: basta considerare - ad esempio - la tendenza all’invecchiamento della popolazione e le conseguenze sulla previdenza pubblica, con la necessità per le nuove generazioni di costruirsi una pensione integrativa.

Che lo si faccia per far fronte agli imprevisti del domani o perché vogliamo raggiungere degli obiettivi precisi, è sempre più importante dedicare al risparmio la giusta cura ed attenzione.

Risparmiare è sempre stato un comportamento virtuoso che ha contraddistinto il nostro paese sin dagli anni del dopoguerra.

Dopo una sensibile flessione avvenuta tra il 1985 e il 2000, la propensione al risparmio delle famiglie italiane ha ripreso a crescere lievemente, attestandosi al 14% del loro reddito disponibile.

 Questo recente recupero è tanto più significativo se si considera la congiuntura economica non favorevole di questi ultimi anni.

Con questo studio abbiamo cercato di ragionare sull’importanza        che il risparmio ha ancora oggi e sulla necessità di trasmettere il valore sociale del risparmio soprattutto alle giovani generazioni.

  

EDUCAZIONE AL RISPARMIO

Il 92% degli italiani ritiene il risparmio un valore importante (58%) o molto importante (34%). Questa percentuale sale al 95% per il campione genitori con figli di 6-16 anni (62% molto importante; 33% importante). L’importanza del valore del risparmio cresce con l’aumentare dell’età: tra i più giovani, 18-34 anni, solo il 28% lo considera un valore molto importante, contro il 44% della popolazione dai 55 anni in su. Di questo c’è consapevolezza diffusa e ben il 58% dei genitori con figli di 6-16 anni pensa che i giovani non considerino il risparmio un valore importante.

Per educare i giovani al risparmio gli italiani pensano che oltre alla famiglia debba intervenire la scuola: è di questo parere il 49% del campione popolazione e il 52% delle famiglie con figli giovani.

Per quanto riguarda la gestione del denaro da dare ai figli, per la maggior parte degli italiani i figli di età compresa tra gli 8 e i 16 anni dovrebbero ricevere denaro a scadenze fisse; mentre per coloro che hanno figli in questa fascia di età è opportuno fare dei distinguo. In particolare, per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni è ritenuto più formativo dare loro del denaro solo per motivi specifici; per i ragazzi tra i 12 e i 16 anni è considerato preferibile farlo a scadenze fisse affinché imparino a gestirlo e diventino più autonomi. Questo suggerisce che educare i giovani al valore del denaro e del risparmio è per i genitori un’occasione per educarli e farli crescere in termini più ampi.


GIUDIZIO SULL’ EDUCAZIONE AL RISPARMIO RICEVUTA

Lei ritiene di avere avuto un’educazione al risparmio da parte dei suoi genitori?

 

IMPORTANZA DEL VALORE DEL RISPARMIO

Per lei il risparmio è un valore ?

                                

CHI DEVE EDUCARE I GIOVANI AL RISPARMIO?

Intervistati

 

QUANDO RISPARMIA PER I PROPRI FIGLI…

 


 Una tassonomia degli obiettivi in funzione del ciclo di vita

  • formazione e inizio attività lavorativa
  • acquisto auto e beni durevoli
  • costituzione del nucleo familiare
  • acquisto prima casa
  • Rimborso debiti in essere
  • Inizio attività autonoma
  • Ampliamento unità familiare
  • Incremento standard di vita
  • Formazione dei figli
  • Incremento qualità della vita e del tempo libero
  • Acquisto di oggetti di valore
  • Acquisto seconda casa
  • Sostegno economico ai figli(inizio nuova attività lavorativa e nuovo nucleo familiare) 
  • Sostegno anziani e familiari a carico
  • Anticipo del pensionamento, mantenimento standard di vita durante il pensionamento
  • Lasciti e donazioni patrimoniali

 

La definizione degli obiettivi di vita in “ buona forma“

 

Un obiettivo di vita dovrebbe essere definito in buona forma con le seguenti qualità:

  •  
    1. pertinenza: coerente con gli obiettivi di vita;
    2. comunicabilità: descritto in maniera non equivoca per evitare interpretazioni soggettive;
    3. precisione: espresso in termini economici in euro a potere di acquisto costante,
    4. realisticità: la quantificazione delle risorse è supportata da indicazioni e/o analisi statistiche circa l’ammontare necessario;
    5. priorità: carattere, condizione di preminenza, di maggiore importanza verso altri obiettivi o esigenze 

 

 
Teoria della propensione alla pianificazione  *

“ Perché famiglie simili presentano nel tempo livelli di ricchezza differenti ?

  • Le nostre ricerche dimostrano che le differenze nelle attitudini e nelle competenze relativamente alla pianificazione finanziaria sono un fattore significativo.
  • Dimostriamo che le famiglie con più elevata “ propensione alla pianificazione “ dedicano più tempo a sviluppare piani finanziari e ciò è associato ad un aumento della ricchezza.
  • Questi risultati sono coerenti con ampie evidenze psicologiche concernenti i benefici impatti della pianificazione finanziaria sul perseguimento degli obiettivi”

 

  • * “ WEALTH ACCUMULATION AND THE PROPENSITY TO PLAN “ John Ameriks, Andrew

Caplin, John Leahy, February 2003

 Pianificazione e Ricchezza:le basi neurofisiologiche

Laibson propone* che la fisiologia del cervello umano può fornire spiegazioni circa il rapporto tra pianificazione e ricchezza

Scelte: tra presente e futuro

  1. “Per la prossima settimana, scegli di mangiare frutta o cioccolato ?”
  2. “ Per oggi, scegli di mangiare frutta o cioccolato ?”

Laibson rileva che:

--> il 74% delle persone sceglie frutta quando la scelta riguarda la prossima

settimana --> quando la scelta riguarda l’oggi il 70% sceglie cioccolato

Questa ricerca dimostra la discrepanza tra la necessità umana di gratificazioni immediate e la tendenza umana ad assumere attente e coscienziose decisioni per il futuro.

* Neuroscience and Savings, National Endowment for Financial Education Denver, Colorado August 10-12, 2005

 

Quali sono i punti principali da cui si deve partire per pianificare gli obiettivi ?

 

  • definire gli obiettivi personali e familiari
  • definire le priorità negli obiettivi
  • definire il tempo in cui realizzare ogni obiettivo
  • definire l’importo che necessita la realizzazione di ogni obiettivo
  • identificare i punti di forza e di debolezza, del patrimonio netto, dei flussi di cassa e delle scelte di risparmio e accantonamento già effettuate
  • elaborare strategie coerenti agli obiettivi minimizzando lo scostamento dagli stessi
  • monitorare i risultati delle scelte fatte e aggiornare le scelte stesse in conseguenza alla modifica di una delle variabili del piano : conto economico ( reddito, consumi, risparmio ) , tempo e obiettivo 

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