13 mag

Chi siamo? Cosa desideriamo?

Tanti #hashtag oggi vengono usati. Molti per farci coraggio, per leggere, scrivere e pronunciare qualcosa di positivo come un mantra, un credo, un motto a cui aggrapparci.

Ci siamo resi conto di essere vulnerabili, di essere tutti uguali, tutti fragili.

Non esiste più il VIP, il ricco, il metalmeccanico, il mussulmano, il cristiano insomma il diverso.

Nessuno di noi era preparato a vivere questa esperienza, molti all’inizio abbiamo sottovalutato la situazione sanitaria, ci sembrava semplice allarmismo, esagerazione.

Poi piano piano il virus si è avvicinato a noi, si è palesato, è diventato tutto reale anche se incredibile.

Ci siamo chiusi tutti in casa, abbiamo cominciato a chiamare le persone care, abbiamo cominciato ad avere paura di incrociare l’altro per la strada, al supermercato controlliamo che nessuno si avvicini a noi e se sentiamo anche un semplice colpo di tosse andiamo in paranoia, l'ansia ci assale.

In certi momenti, in questi giorni, ho avvertito uno stato di angoscia quasi paralizzante, qualunque cosa facessi o pensassi era sempre carica di preoccupazione e tristezza, stati d’animo non abituali per me; mi sono fermata quindi a riflettere cosa suscitava in me questa sensazione e con tanta razionalità sono arrivata a conclusioni che voglio condividere con Voi.

Altre volte avevo provato ansia ma non era un limite anzi era stata una risorsa, mi aveva aiutato in vari momenti della vita anche a proteggermi, a essere all’erta o prima degli esami o prove importanti.

Ho capito che quello che provavo era dovuto al fatto che volevo affrontare un momento unico nel modo ordinario. Ho compreso che “l’ansia paralizzante” era dovuta al fatto che ero impreparata, come a scuola quando non studiavi ed invece venivi interrogata ed eri impreparata, non sapevi rispondere alle domande della Prof. anche se tentavi di arrivare a formulare una risposta aggrappandosi alle conoscenze che avevi.

Ho capito che pur pensando di essere organizzata per il mio futuro avevo preso in considerazione la lontananza di quel momento che mi si è palesata invece vicina, incerta e profonda.Eppure non ho reagito allo stesso modo al crollo degli indici delle Borse mondiali, allo spread impazzito, al crollo dell’oro, del petrolio, ai controvalori dei risparmi che diminuivano vertiginosamente o alla preoccupazioni economiche e occupazionali mondiali. Perchè?

Perchè non sono una novità, perché ritengo di avere gli strumenti per affrontarli perchè è già successo, perchè non colpiscono la mia sfera più intima, perché la paura che mi ha invasa era quella di non avere il tempo di poter sistemare le cose. Parlando con le persone emerge la frase “ Ho ancora tante cose da fare”, “ Ho ancora tante cose da finire e tante altre da iniziare”.

IL TEMPO! è questa la variabile che in nessun modo possiamo controllare.

Quante volte ce lo siamo detto durante i nostri colloqui e quante volte ho scritto e parlato del Tempo come l’unico alleato che abbiamo per fare, per crescere e realizzare (anche finanziariamente) i nostro obiettivi. Ma è un dato che non conosciamo, nessuno di noi ha tatuata la sua data di “scadenza” ed è questo che crea ansia in certi momenti. Avrò il tempo di finire di pagare il mutuo? Ho sistemato miei figli o comunque i miei affetti? Ho pensato al dopo? 

Usiamo il tempo per pensare, riflettere e organizzare seriamente e concretamente il nostro domani alla luce degli insegnamenti che ci sta dando questa esperienza, e perchè no, anche al dopo di noi, ai nostri affetti ed alle persone che dobbiamo tutelare.

Non continuiamo a non fare niente e pensare che “Dopotutto domani è un altro giorno!”

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